Chiesa della Mucciatella

La nostra cittadinanza invece è nei cieli recita la scritta al neon che campeggia sulla Chiesa di Mucciatella, creando un cortocircuito tra cielo e terra. San Paolo parlava schietto ai Filippesi in Grecia, per esortarli a vivere al di là dei valori materiali. Viviamo in questo mondo ma non siamo di questo mondo, intendeva il Santo, quindi dobbiamo rispettare ciò che è intorno a noi.

La parola cittadinanza è in greco politeuma e deriva dal verbo politeuomai, che significa comportarsi come un cittadino. L’artista ci guida così alla riflessione sul rispetto per la natura, che diviene religione universale per noi che siamo cittadini del mondo, uniti dalla stessa bandiera ecologica in modo metaforico. E gioca sulla grande nube di filo e acrilico che fa da sfondo al monito, riportandone il disegno fine in modo dettagliato, seguendo le linee del bulino, per ricreare l’ingrandimento di un piccolo particolare di un’incisione botanica dell’artista tedesco Wilhelm Kolbe, che rappresentava paesaggi visionari. A ricordare la fede dei cavalieri templari, l’autrice pone stendardi grigi di foggia medioevale, appoggiati al portale della chiesa quasi come al termine di una guerra, con striscioni di fotografie patchwork di comete viaggianti prese dal telescopio: un collegamento diretto a universi lontani, alla mistica del cielo che diviene spazio infinito.

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