Il Castello di Bianello


IL CASTELLO

Tra i quattro castelli che dominavano i rispettivi colli, Bianello è il solo che mantenga una struttura edilizia ben conservata e leggibile nella sua evoluzione architettonica ed è stato in questi anni oggetto di un intenso lavoro di studio e di rilievo da parte della facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara. La struttura del castello presenta un volume compatto a forma poligonale, i cui corpi principali si sono sviluppati per successiva articolazione a partire dalla zona intorno alla torre ripristinata dopo un crollo documentato dalle fonti avvenuto nel 1285, quella più alta e difendibile, posta sul lato occidentale del colle. Nella parte centrale del muro di settentrione si identifica un primo corpo di fabbrica a cui si unirono successivamente altri corpi, gradualmente sviluppati nella zona sud – orientale. A partire dal XVII secolo si accentuò la graduale trasformazione del castello in residenza.
Gli ambienti di maggior pregio artistico sono quelli realizzati a partire dal 1665 da Gaetano da Canossa, il quale fece anche affrescare le stanze del suo appartamento da Gian Giacomo Monti e Baldassarre Bianchi. Gli affreschi si trovavano distribuiti in sette sale, cosi come riportato da Carlo Cesare Malvasia nella sua pubblicazione “La Felsina pittrice. Vite de pittori bolognesi” edita a Bologna nel 1678, ma ai nostri giorni sono ancora visibili in cinque di esse. Tra gli ambienti di maggior pregio si segnala la piccola cappella dedicata a San Giovanni Battista ricavata nel vano della torre con raffinate pitture e arredi sacri. In seguito i possedimenti vennero acquisiti dal casato della Contessa Matilde di Canossa, il cui enorme potere era fondato soprattutto sul controllo del Po e dei valichi appenninici, fortificati da una serie ininterrotta di castelli che erano i punti di forza di una vasta ricchezza terriera. Matilde risiedeva quasi abitualmente al castello di Bianello quando non era costretta a spostarsi per controllare i suoi vasti possedimenti, dove ospitò Enrico IV penitente ed Enrico V dopo la sua incoronazione a Roma che la proclamò nel 1111 vicaria imperiale in Italia. Il castello rimase di proprietà dei Canossa fino all’estinzione della casata nel 1742, quando divenne feudo del Conte Giovanni Gabbi. Dopo la parentesi napoleonica in cui fu incamerato dal Demanio, nel 1814 la proprietà passò agli Estensi, duchi di Modena e Reggio Emilia. Con il Regno D’Italia il castello fu incamerato dal Demanio Regio e nel 1867 venne messo all’asta e fu acquistato dal Dott. Luigi Caggiati di Parma. Nel 1881 passò poi alla famiglia Bacigalupo di Genova il cui esponente di spicco, Carlo, ne fece la sua abituale residenza ed a lui si deve l’attuale immagine interna del castello. Alla sua morte, avvenuta nel 1940, Bianello fu ereditato dal nipote, Girolamo Cantelli, alla cui famiglia rimase fino alla recente acquisizione da parte del Comune di Quattro Castella avvenuta nel 2002. Diverse sono le tracce e gli elementi che testimoniano le varie fasi di ampliamento del castello, tra cui le finestre a bifore ed i fregi decorativi in cotto. Appena oltrepassato l’ingresso vi è una piccola e raffinata corte interna che contiene la cisterna di raccolta dell’acqua e di grande interesse sono le cucine completamente ristrutturate. Dallo scalone neobarocco si accede al piano nobile sul quale si apre l’appartamento con stanze affrescate, sale da ballo e ricevimento. In una delle stanze al piano terreno si può ammirare un dipinto che rappresenta Matilde che tiene in mano il fiore del melograno, simbolo della chiesa. Il dipinto è opera ottocentesca del pittore reggiano Ugolini. L’edificio mantiene le caratteristiche della grande dimora storica e nel percorso di visita si possono comprendere i diversi adattamenti degli ambienti interni e la cura nel tempo della residenza, con stanze in cui è conservato arredo di diverse epoche.


IL CORTILE DEL BELVEDERE

Il Cortile del Belvedere è la terrazza panoramica sui colli davanti all’ingresso del Castello.
Questo spazio, dotato di una magnifica vista sulla vallata che arriva sino ai caratteristici Calanchi, funge da ingresso principale al castello; nella sua forma attuale è stato infatti concepito nella seconda metà dell’800 come un luogo di rappresentanza e fa parte di una serie di interventi che dovevano rendere il castello più consona alle esigenze di una dimora alto borghese che prevedevano aree di accesso e di permanenza all’aperto in grado di accogliere il visitatore in un’atmosfera da dimora elegante e signorile che facessero solo intuire senza eliminarle del tutto le origini fortificate del manufatto. Il giardino del Belvedere è caratterizzato dalla presenza di alcune aiuole delimitate da cordolatura di pietra, due delle quali sono poste a destra e sinistra dell’ingresso. Sono presenti anche due grandi aiuole prative centrali poste a lato del vialetto d’ingresso che a loro volta ospitano due Laurus nobilis, due Cupressus sempervirens e un Ilex aquifolium, rimosso di recente.


COME ARRIVARE

La salita al castello dal parcheggio della Chiesa di S.Antonino (circa 800 metri) deve avvenire di norma a piedi. L’accesso con mezzi a motore (auto proprie, pulmini) è regolato da un pilomat ed è consentito in casi particolari (max 3 pass auto) e-o se si usufruisce di un servizio navetta. Per gruppi si può concordare col personale che la guida inizia il suo servizio già all’imbocco dello stradello, proponendo durante la salita un’introduzione al luogo ed al “Parco dei 4 colli”. Il monumento non garantisce l’accessibilità: presenta passaggi con fondo scivoloso, scale, gradini ed ambienti in cui non è possibile l’accesso a carrozzine, passeggini e o persone con difficoltà motorie. In caso di gruppi che desiderino visitare il castello con guida propria (in possesso di regolare abilitazione), tempi, costi e modalità di visita devono essere concordati con il personale. Il gestore dei servizi di visita provvederà a richiedere l’apertura del monumento al custode e garantirà la presenza del suo personale durante la visita. Si ricorda che, per motivi di sicurezza, all’interno del castello possono essere presenti contemporaneamente solo 70 persone.


ORARI DI APERTURA 2024

APERTURA ORDINARIA (DAL 3 MARZO AL 3 NOVEMBRE 2024)

Ogni domenica dalle ore 14 alle 19 (ultimo giro di visite guidate alle 18)

APERTURE STRAORDINARIE (30 MARZO-31 MARZO-1 APRILE-25 APRILE-1 MAGGIO-2 GIUGNO)

Dalle ore 11 alle 13 e dalle ore 14 alle 19

*Sono possibili visite private per gruppi e/o scolaresche durante la settimana su prenotazione.

 

INFO E PRENOTAZIONI

Gruppo storico “Il Melograno”

https://www.gruppostoricoilmelograno.com/

Mail: gruppostoricoilmelograno@gmail.com

Tel: 333.2319133 oppure 339.2313875