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INDICATORI ECI (Indicatori Comunitari Europei)

Rappresentano degli indicatori complessi di ultima generazione, nati dalla necessità di sviluppare a livello europeo indicatori capaci di catturare le diverse dimensioni della sostenibilità e di adattarsi alle specificità dei contesti locali.

Sulla base di queste indicazioni, nel 1999 la Commissione Europea, nell'ambito dell'iniziativa "Towards a local sustainability profile - European common indicators" (Verso un profilo di sostenibilità locale, Indicatori comuni europei), promuove la creazione di un gruppo di lavoro sugli Indicatori di sostenibilità, costituito da esperti dei paesi membri con il contributo dell'Agenzia europea . Tale gruppo di lavoro seleziona un insieme ristretto di indicatori, tra quelli ritenuti maggiormente capaci di catturare in modo aggregato i "principi di sostenibilità locale" definiti dalla Carta di Aalborg, ovvero:

 

•  Uguaglianza ed inclusione sociale (accesso a servizi di base adeguati ed economici per tutti, ad esempio: educazione, occupazione, energia, salute, alloggio, formazione, trasporto)
•  gestione amministrativa a livello locale/conferimento di poteri/democrazia (partecipazione di tutti i settori della comunità locale ai processi decisionali e di pianificazione locale)
•  relazione fra la dimensione locale e quella globale (soddisfazione dei bisogni locali a livello locale, dalla produzione al consumo e smaltimento; soddisfazione dei bisogni che non possono essere soddisfatti a livello locale in maniera più sostenibile)
•  economia locale (far coincidere competenze e bisogni locali con la disponibilità di impiego ed altre strutture, secondo modalità che minaccino in misura minimale risorse naturali e l'ambiente)
•  protezione ambientale (adozione di un approccio basato sulla nozione di eco -sistema; minimizzazione dell'uso delle risorse naturali e del territorio, generazione di rifiuti ed emissione di sostanze inquinanti, accrescimento della biodiversità)
•  patrimonio culturale/qualità dell'ambiente edificato (protezione, conservazione e recupero di valori storici, culturali ed architettonici, compresi edifici, monumenti, eventi; accrescimento e salvaguardia della bellezza e funzionalità di spazi ed edifici)

 

Successivamente, a seguito di un'ampia consultazione   di amministrazioni locali e tenuto conto dei contributi emersi in questa sede, viene definito una set di 10 indicatori, concepito per monitorare l'orientamento alla sostenibilità delle città .

L'anno seguente la Commissaria M. Wallstrom nel corso della Conferenza di Hannover presenta ufficialmente gli ICE, mentre nel 2001-02 viene avviata la fase di sperimentazione del progetto e si ha l'aggiunta dell'impronta ecologica come undicesimo indicatore.

Qui di seguito viene presentata una tabella di sintesi degli indicatori e i "Principi di sostenibilità" in base ai quali gli indicatori sono stati concepiti.

 

 

Le linee guida   alla base della creazione di questo set di indicatori sono che un "buon" sistema di Indicatori debba necessariamente essere:

•  Tecnicamente fondato e adatto al contesto di riferimento
•  In grado di descrivere l'andamento nel tempo (e nello spazio) dei fenomeni (fisici, economici, sociali)
•  Utilizzabile per valutazioni di "prestazione " (distanza da un determinato obiettivo, comparazione con altri contesti)
•  Aggiornabile con una buona periodicità (almeno ogni due - tre anni)
•  Condiviso, attraverso   processi partecipativi
•  Utilizzabile anche dai diversi strumenti gestionali (Certificazioni, VAS, PEG,.)
•  Integrabile nei processi decisionali

 

Per la selezione degli Indicatori vengono utilizzati anche alcuni criteri generali (Rilevanza a livello locale,   Rappresentatività a livello europeo, Capacità di comunicare i progressi verso la sostenibilità, Misurabilità ecc), mentre la " Popolabilità" (la disponibilità di dati) non   costituisce un criterio di esclusione, in quanto si ritiene che la definizione di nuovi indicatori possa innescare virtuosi processi di arricchimento delle basi informative locali.