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dal nido
I DIRITTI NATURALI
di bimbi e bimbe |
Il treno dei bambini |
“ …Figli
verso il domani…” |
1 IL DIRITTO ALL’OZIO
a vivere momenti di tempo non programmato dagli adulti
2 IL DIRITTO A SPORCARSI
a giocare con la sabbia, la terra, l’erba, le foglie,
l’acqua, i sassi, i rametti
3 IL DIRITTO AGLI ODORI
a percepire il gusto degli odori,
a riconoscere i profumi offerti dalla natura
4 IL DIRITTO AL DIALOGO
ad ascoltare e poter prendere la parola, ad interloquire e
dialogare
5 IL DIRITTO ALL’USO DELLE MANI
a piantare chiodi, segare e raspare legni, scartavetrare,
incollare,
plasmare la creta, legare corde, accendere un fuoco
6 IL DIRITTO AD UN BUON INIZIO
a mangiare cibi sani fin dalla nascita, a bere acqua pulita
e respirare aria pura
7 IL DIRITTO ALLA STRADA
a giocare in piazza liberamente,
a camminare per le strade
8 IL DIRITTO AL SELVAGGIO
a costruire un rifugio-gioco nei boschetti, ad avere canneti
in cui nascondersi, alberi su cui arrampicarsi
9 IL DIRITTO AL SILENZIO
ad ascoltare il soffio del vento,
il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua
10 IL DIRITTO ALLE SFUMATURE
a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare,
nella notte, la luna e le stelle
Gianfranco Zavalloni |
C’è
un paese dove i bambini
hanno per loro tanti trenini,
ma treni veri, che questa
stanza
per farli andare non è abbastanza,
treni lunghi da qui fin là,
che attraversano la città.
Il capostazione è un ragazzetto
appena più grande del fischietto,
il capotreno è una bambina
allegra come la sua trombettina;
sono bambini il controllore,
il macchinista, il frenatore.
Tutti i posti sui vagoncini
sono vicini ai finestrini.
E il bigliettaio sul suo sportello
ha attaccato questo cartello
“Signori genitori
se hanno voglia di viaggiare
debbono farsi accompagnare".
G. Rodari
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I tuoi figli non
sono figli tuoi.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo,
ma non li crei.
Sono vicini a te,
ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
non le tue idee.
Perché essi hanno le loro proprie idee.
Tu puoi dar la dimora al loro corpo,
non alla loro anima.
Perché la loro anima abita nella casa dell’avvenire
dove a te non è dato entrare,
neppure col sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro,
ma non volere che essi somiglino a te.
Perché la vita non ritorna indietro
e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli
verso il domani.
Khalil Gibran |
La storia
Attorno alla metà degli anni ’70 era presente un Comitato
conosciuto come Comitato per il Consultorio, formato da un gruppo
di donne di diverse estrazioni culturali e politiche; si discuteva
di consultori e di servizi sociali.
L’ Amministrazione quindi resa sensibile a questa esigenza
costruisce l’Asilo Nido, su di un terreno donato in memoria
di Ottavia Borsiglia Palazzi Trivelli che si inaugura nel 1981.
L’Asilo Nido è situato in una zona verde collinare
a Quattro Castella, vicino al castello di Bianello, alla chiesa
e alla casa di riposo.
Nella via sottostante all’edificio vi sono la scuola materna
privata e la scuola elementare.
Dalle esigenze emerse, per migliorare la funzionalità degli
spazi già esistenti, nell’anno 1992 l’asilo nido
viene ampliato per creare un nuovo spazio atelier, un salone attrezzato
con centri di interesse e una cameretta per la sezione medi. Con
la creazione dell'ateler, si danno luogo a progettazioni mirate
sulle attività grafico-pittoriche ed espressive per tutti
i bambini, grazie alla maggiore presenza di materiali di recupero
e srtuturati.
I pensieri
L’idea di Bambino in cui crediamo nasce da una riflessione
interna del gruppo degli operatori e da un’analisi della realtà
socio-culturale circostante.
Il Bambino rappresenta la massima espressione della spontaneità,
dell’emotività, della creatività e della fantasia.
Riteniamo il Bambino capace di essere, fare, pensare, agire, interagire,
ascoltare, stupirsi ed emozionarsi: competente e ricco di possibilità,
soggetto di diritti e persona in grado di costruire il proprio sapere
e di stabilire rapporti interpersonali ed inoltre capace di relazionarsi
con la realtà quotidiana circostante (natura, ambiente)
Il Bambino è una persona "intera": ogni aspetto
è inscindibile e strettamente connesso alla formazione della
sua personalità e va, pertanto, salvaguardata l’interezza
e la complessità della sua esperienza umana (mente-corpo,
sentimento-ragione, famiglia-scuola). Riteniamo importante saper
ascoltare e riconoscere le richieste individuali di ciascun Bambino
cercando di soddisfarne i bisogni, senza trascurare però,
le esigenze di tutto il gruppo.
Il Bambino ha già in sé sufficienti possibilità
e ci chiede soprattutto di rispondere adeguatamente alle sue proposte
e di non soffocare le sue curiosità nascenti.
All’educatore, quindi, è richiesto di essere regista,
organizzatore, provocatore e mediatore di rapporti e conoscenze;
è una figura che si rende disponibile ad accogliere dentro
di sé l’emozioni, le curiosità e le idee del
Bambino, per restituirgliele pensate, con l’attenzione di
non accellerarne i tempi.
Emerge quindi l’importanza del Collettivo inteso come gruppo
omogeneo di lavoro, un gruppo che partecipa e che basa i propri
rapporti sull’uguale importanza delle proprie mansioni. Lavorare
collegialmente è il risultato di un aperto atteggiamento
culturale nei confronti dell’altro che, diviene compartecipe
delle scelte educative, accetta la dimensione del confronto e porta
al superamento delle certezze individuali.
Il rispetto degli altri e la capacità di mettersi nei loro
panni è alla base di qualsiasi tipo di relazione
Le impressioni dei genitori
"a me piace così, perché poi i bambini hanno
i loro spazi e si staccano un po’ da noi, perché cominciano
ad inserirsi e stare con altri bambini". (Lorena)
"a me il confronto piace, perché quando capitano certe
cose e sei a casa sembra che capitino solo a te, ma alla fine, confrontandoti,
capisci che i problemi non ce li hai solo tu". (Lorena)
"quello che è mancato , secondo me, è stata la
continuità, nel senso che una volta a settimana, e poi ci
sono le malattie, salti qualche volta ed è perciò
troppo poco". (Giuliana)
"sì, è cambiato perché tante cose che
facciamo qui io le ripropongo anche a casa, cosa che prima non ci
pensavo neanche di farla giocare con la farina, assolutamente, però
la porto in cortile e lei fa quel che vuole". (Annamaria)
"il Centro Giochi ti dà un intento, uno stimolo in più
a pensare a farlo giocare in modo diverso".(Lorena)
"Io ero restia a comprargli i tegamini, perché pensavo
che fossero giochi da "femmina", e invece sono venuta
qui, li ho visti e poi mio marito gli ha fatto il fornellino e glieli
abbiamo comprati. Sai subito ti fai pensieri strani, poi sono venuta
qui, ho visto la cucina e ho riflettuto". (Ornella)
"Mia figlia ha frequentato l’Asilo Nido per due anni
e durante questo periodo ho fatto parte del Comitato dei Genitori,
che era delegato ad organizzare e decidere alcune manifestazioni
che si svolgevano durante l’anno scolastico (gite, feste di
fine anno, incontri con gli altri genitori ecc").
All’interno di questo Comitato si era instaurato un bel rapporto
di amicizia, oltre che di collaborazione, tra i genitori e le "tate"
che ne facevano parte, per cui le riunioni erano sempre molto piacevoli
ma anche costruttive.
Durante l’anno scolastico venivano inoltre organizzate serate
lavorative aperte a tutti i genitori, e anche queste di solito diventavano
occasioni per scambiarsi opinioni e consigli sui nostri figli, ma
anche per farsi quattro risate.
Un’iniziativa molto bella fu quella di organizzare alcune
serate con un atelierista, che insegnò, ai genitori partecipanti,
l’uso di materiali di recupero per costruire addobbi; furono
serate molto divertenti perché, penso abbiano riportato i
genitori al ruolo di bambini e li abbiano aiutati ad esprimere la
loro creatività.
Per me è stato molto importante incontrarsi in queste occasioni,
sia per fare qualcosa di concreto per i nostri bambini, che per
scambiare opinioni con gli altri genitori e con le "tate",
che si sono dimostrate sempre molto disponibili in qualsiasi occasione
e sempre pronte a dare utilissimi consigli.
Ciao! a presto. Olly
(mamma di Giada e rappresentate del Comitato di Gestione negli anni
sc. 1997/’98 e 1998/’99)
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