Lo scalone neobarocco (6) che conduce al salone d'onore (7)
è decorato secondo moduli neomedioevali e neorinascimentali.
Gli ambienti di maggior pregio artistico sono quelli toccati
dalla ristrutturazione voluta intorno al 1644 da Gaetano Canossa;
tra essi, al piano superiore la cappelletta di S. Giovanni Battista
(11)ricavata nel vano della torre, prossima allo stile di Vigarani
e ornata da affreschi di Giovanni Paolo Besenzi e, ancora, gli
ambienti consecutivi dell'ala sudi con soffitti dipinti a figurazioni
e quadrature prospettiche di altissima qualità.

Autore di queste pitture e artista di prima grandezza nel panorama
del classicismo scenografico emiliano del '600 è Gian
Giacomo Monti (1620/1692), quadraturista, scenografo e architetto.
Insieme col Monti opera il suo concittadino Baldassarre Bianchi
(1614/1678), ornatista e scenografo di valore. I tre vani dipinti
ad affresco insieme con un piccolo ambiente privo di decorazioni
e con probabile fuzione di gabinetto, compongono un quartierino
che, per i temi svolti dall'apparato pittorico, denuncia una
originaria destinazione nuziale. Lo si potrebbe denominare "Appartamento
dell'Amore" (14-15-16) per preciso riferimento ai miti
e allegorie di soggetto o implicazione amorosa.
La prima sala, cui è annesso il gabinetto, doveva essere
una camera da letto: nell'ovale al centro del soffitto si celebra
l'unione di Venere e Adone sul carro trainato dalle colombe
nuziali.