Il
Castello di Bianello - La storia
Oltre un millennio è strascorso dall'iniziale insediamento
fortificato sul colle del Bianello all'attuale residenza. E'
possibile tuttavia ripercorrere, con sufficiente attendibilità,
la cronologia costruttiva del castello attraverso la lettura
critica dei paramenti murari esterni e l'analisi della tessitura
strutturale.
Il primo manufatto è la torre maestra o mastio, protetto
da una cinta presumibilmente quadrata di cui occupava l'angolo
nord-est. Dopo il crollo avvenuto nel 1285, come cita la Chronica
di Salimbene de Adam, la torre è ricostruita con l'inserimento
di una scaletta a chiocciola centrica in pietra a sostituzione
di quelle lignee che originariamente collegavano i diversi livelli.
Il perimetro dell'iniziale cinta quadrilatera ha suggerito l'allineamento
dei primi corpi di fabbrica, a sud e a nord, che si sono andati
via via edificando interno al mastio lasciandone scoperto il
solo lato di ponente.
Il libero svolgimento delle più ampie cortine medioevali
ha condizionato la giacitura dei manufatti successivi in una
progressiva involuzione strutturale del castello.
Sul lato nord, che fa angolo in mezzeria, sono chiaramente identificabili
quattro interventi. Più antica è la fascia centrale,
che conserva impronte di finestre a bifora e che si allineava
al mastio sul fronte ponente dove è tutt'ora il portale
archiacuto in grossi conci lapidei.
Dal portale si accede a un lungo camminamento particolarmente
inressante per la pavimentazione in mattoni a spina di pesce
e per l'orditura lignea del soffitto. Esso conduce all'ala d'angolo
di escuzione appena successiva , che conserva pure tracce di
bifore, impostate a quota differente. L'ala di ponente è
decisamente più tarda e realizzata, a sua volta, in due
tempi diversi.
Nella fascia sud-orientale del castello, a un livello inferiore
parzialmente interrato nella roccia, sono ricavati altri ambienti:
la copertura a padiglione con unghie perimetrali, l'ariosa spazialità,
la calibrata proporzione, ne attestano una esecuzione tardo
quattrocentesca, probabilmente concomitante al potenziamento
della cinta difensiva.

Dalla metà del XVII secolo gli interventi saranno rivolti
alla valorizzazione dell'aspetto ornamentale. Al XVIII è
demandata la realizzazione dell'ampio e scenografico scalone,
immediatamente a sud della torre. Si definisce così,
nella parte meridionale, un diverso assetto distributivo, un
nuovo accesso, più aulici percorsi, una maggior concentrazione
di valori plastici e spaziali.
L'ultimo significativo intervento architettonico, affidato ai
Marchelli sulla prima metà del XIX secolo, interessa
il collegamento tra le ali nord e sud che delimita, a levante,
la corte della cisterna.
Di particolare interesse il percorso lineare che, dal piazzale
d'accesso, attraverso l'androne, la corte, l'arcata centrale
del portico traguarda il paesaggio esterno, secondo i canoni
di assialità monumentale propri della cultura neoclassica.