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Il Castello di Bianello - L'apparato decorativo

Tra cornici e architetture finte si inseriscono quattro medaglioni che, mentre alludono ai momenti fondamentali di scansione temporale del giorno, sono forse da mettere in rapporto anche con le vicende di Venere e Adone. Nei risvolti angolari della stessa sala sono raffigurate a monocromo quattro storie di amori mitologici celebri: Apollo e Dafne, Cronos e Cibele, Nettuno e Anfitrite, Giove e Ganimede.
La stanza successiva è detta della "gelosia" (15). Nell'ottagono al centro del soffitto, contornato da un motivo di finto loggiato a galleria di straordinario risalto prospettico, si libra nel vuoto la figura allegorica della gelosia che tiene in mano il suo mazzetto di spine.

La "vendetta" (14) è la figura dominante dell'ultima stanza suggerendo il rimando all'immagine di Marte, il dio che, roso dalla gelosia si vendicò di Adone divenendo causa della sua morte. La soluzione adottata per questo soffitto è originalissima e di una espressività veramente drammatica. La vendetta fa infatti la sua apparizione con improvvisa violenza, squarciando e facendo ruinare una immaginaria copertura all'antica, dipinta a cassettoni di varia foggia entro i quali si collocano stupendi paesaggi.