Sul primo rilievo appenninico del Reggiano, al limite di mezzogiorno
della valle del Po, in un singolare contesto orografico di quattro
colli gemelli e contigui sorgevano altrettanti insediamenti
fortificati. L'incastellamento dei quattro colli - Montevecchio,
Bianello, Montelucio, e Montezane, da levante a ponente, potrebbe
essere iniziato già alla metà del X secolo, con
Atto Adalberto. I manufatti, secondo quanto riportano le fonti,
hanno avuto notevole consistenza edilizia e particolare rilevanza
strategica, seppur con ruoli differenziati, come prima linea
di difesa dalle invasioni del nord. Anche nella diversa evoluzione
strutturale - soltanto Bianello è oggi castello di residenza,
degli altri rimangono spezzoni più o meno consistenti
delle torri maestre - i castelli denunciano un iniziale organico
programma costruttivo e un singolare Habitat di cui Matilde
poteva ancora disporre.

In un rilievo topografico ottocentesco di Montevecchio, impropriamente
conosciuto come Montevetro, compaiono tracce di una fortificazione
complessa con una torre di notevoli dimensioni, alcuni manufatti,
una ghiacciaia, un'ampia cinta difensiva a circuito pressoché
triangolare compartimentata da torri perimetrali avanzate a
forma di U. Lo stesso sistema di difesa è tuttora riscontrabile
nella cinta superiore del castello di Rossena e in quello di
Canossa, come si deriva da grafici secenteschi.
